Autunno in medicina cinese: elemento metallo, polmone e cosa mangiare
L’altra faccia dell’autunno
Quando sui banchi del mercato contadino arrivano le zucche, i fichi, l’uva e le melagrane, l’autunno è già qui. Non serve aspettare le foglie che cadono: quelle verranno più tardi, con le castagne e il vin brulè alla cannella, quando l’autunno starà già scivolando nell’inverno.

Settembre ci vuole scattanti: nuovi propositi, nuove routine, la lista delle cose da “rimettere a posto” appena tornate dalle vacanze. Ma l’autunno della medicina cinese è la stagione in cui si toglie, non quella in cui si aggiunge.
Per la medicina cinese l’autunno inizia già a metà agosto, quando le giornate si accorciano. È la stagione dell’elemento Metallo e del polmone: l’energia scende, si raccoglie e si prepara all’inverno. A tavola tornano pere cotte, zuppe, mandorle e i sapori piccanti e acidi. Non è il mese dei nuovi propositi: è quello in cui si fa spazio.
Quando inizia l’autunno per la medicina cinese
Molto prima del nostro calendario: già a metà agosto, quando le giornate si accorciano, le ombre si allungano e il primo temporale rinfresca l’aria. L’antico calendario cinese è lunisolare e anticipa le stagioni. Ma se ci fai caso, non serve il calendario: te lo dice il corpo.

Una stagione che finisce (e va bene così)
L’autunno annuncia la fine di qualcosa arrivato a piena maturazione. Come fa a non portare un po’ di malinconia? È la dolce emozione autunnale: è un ritorno a casa.
Io, dopo l’estate, mi sento sempre un po’ trasformata. Il turbinio delle stagioni calde scombussola i miei equilibri, e quando torno a guardarmi dentro non mi ritrovo più come prima. È lì che sento il bisogno di rimettere ordine, di lasciare andare ciò che non mi appartiene più.
Lo so, “lasciare andare” è forse la frase più abusata dell’autunno. La ripetono tutti, e a forza di ripeterla non vuol più dire niente. Allora ti dico cosa significa per me, quest’anno, in concreto. Sono in menopausa mentre scrivo: le energie non sono più abbondanti come una volta, e questo mi ha costretta a una cosa scomoda e preziosa insieme: scegliere. Non tutto merita la mia energia. Lasciare andare, per me, quest’autunno, è stato smettere di aspettare di essere perfetta prima di sentirmi pronta per pubblicare le mie ricette, o di considerare il mio modo di cucinare utile per qualcuno. Non sono una cuoca, non ho fatto una scuola professionale che mi abbia dato un diploma riconosciuto. Durante la scuola di Medicina Cinese a Bologna, abbiamo trascorso lunghe giornate in cucina tra i fornelli, ma non mi sembrava abbastanza. Quello che ho lasciato andare è un’idea, solo un’idea ma che pesava e mi toglieva tanta energia.

Le foglie fanno la stessa cosa, senza dispiacersi. Hanno concluso il loro compito, prendono altre forme, fanno spazio a una primavera che verrà. È la lezione più difficile del viaggio, ed è tutta qui.
Perché l’autunno è una stagione di passaggio
Lo Yang lascia il passo allo Yin. L’energia ha ancora un piede nel fuoco caldo dell’estate e con l’altro si immerge già nelle acque fredde dell’inverno.
Lo senti anche tu, credo, le temperature ballano. Siamo stanche di pomodori e cetrioli, ma non ancora pronte per zuppe e cioccolata calda. Le giornate si accorciano, però nel cuore restano le serate d’estate. È questa incertezza a rendere l’autunno una stagione di soglia. Un po’ come quando finisce l’intervallo e la campanella ci richiama in classe.
L’elemento Metallo: la stagione del togliere
All’autunno la medicina cinese associa il Metallo: un’energia che scende, si raccoglie, si ritira. Ma il Metallo è soprattutto la capacità di separare, di scegliere, di distinguere ciò che serve da ciò che non serve più.
Ecco perché insisto sul togliere. Il mondo, a settembre, spinge nella direzione contraria: riempi l’agenda, aggiungi obiettivi, ottimizza. La natura fa l’opposto: raccoglie e lascia cadere. E noi siamo natura, che ci piaccia o no.
Hai mai sentito dire che l’età matura è l’autunno della vita? È lo stesso movimento. Per noi donne è la menopausa: un tempo di bilanci e di scelte, in cui l’abbondanza cede il posto alla precisione. Bisogna imparare a mettere l’energia dove conta.
Il polmone, il respiro e la tristezza
L’autunno pone un limite all’espansione dell’estate e ci riporta alla contrazione. Il polmone fa lo stesso a ogni respiro: inspiri fino ad aprire tutto il torace, poi un limite ti obbliga a espirare, per far entrare l’aria nuova. Un ritmo di Yin e Yang che genera la vita.
Per questo autunno e polmone si parlano: portano l’energia in basso e all’interno. Il polmone ci mette in contatto con il mondo — l’aria, gli odori, la temperatura sulla pelle — e mette in circolo l’energia in tutto il corpo. È anche la nostra prima difesa, quella che sotto la pelle respinge freddo, umidità e vento: in parole nostre, il sistema immunitario.
E poi c’è la tristezza. Quando sono giù, le spalle mi vengono avanti, il torace si chiude, lo spazio per respirare si riduce: la malinconia porta l’energia in basso, come l’autunno. Il primo consiglio che ricevo, in quei momenti, è sempre lo stesso: “distraiti, esci, muoviti”. Io ho imparato il contrario. La tristezza non è un’emozione sbagliata, è più uno sguardo verso l’interno che ci ferma quando abbiamo bisogno di capire qualcosa. Va lasciata fluire, non zittita. Deve durare il giusto, questo sì.
Cosa mangiare in autunno secondo la medicina cinese
Assecondare una stagione vuol dire seguire la direzione della sua energia. E si comincia da ciò che mettiamo in tavola tre volte al giorno.
Io vivo in campagna e scegliere alimenti di stagione mi viene naturale: la verdura la vedo crescere, e ho un contadino di fiducia per il resto. Mi basta guardare le sue ceste per sapere cosa portare a tavola e ascoltare le sue imprecazioni quando il meteo non lo assiste. Se ti va, è il primo regalo che ti lascio: un mercato contadino vicino a casa è una guida più affidabile di tanti articoli.

In autunno il polmone teme la secchezza: dopo il caldo dell’estate ha bisogno di essere nutrito e idratato. In tavola tornano volentieri:
- Pere cotte con un filo di miele.
- Brodi e zuppe, che ricominciano a fumare.
- Mandorle in ogni forma: seme, latte, farina.
- Un po’ di sapore acido per trattenere i liquidi: agrumi, frutti rossi, aceto (da evitare, però, se soffri di ritenzione o senti tensioni fisiche ed emotive).
- Il sapore piccante, che aiuta il polmone a diffondere l’energia: daikon, cipolle, rafano, spezie, scorze di agrumi.
- Il sapore amaro, ristoro per il cuore dopo l’estate: bietole, cicoria, radicchio.
- Per chi tende al muco in eccesso, cereali in chicco — miglio, orzo, grano saraceno — un po’ ogni giorno.
(Se vuoi conoscere meglio i cereali e le loro cotture, ne parlo qui → “I cereali: caratteristiche e cotture”])
Torna il fresco, quindi torniamo volentieri ai fornelli. Piano piano riprendo le cotture umide: vapore, bollitura, stufati, brasati. Durante i miei studi, in autunno, si diceva una frase che adoro: è ora di abbassare i coperchi. Cucinare con il coperchio trattiene energia, liquidi e calore, e soprattutto rende il cibo più digeribile — così il corpo spende meno per assimilarlo. I cinesi, in fatto di efficienza, non li batte nessuno.
Fare spazio anche fuori dal piatto
Il Metallo separa e sceglie. E questa energia non resta solo in cucina.
Io, in autunno, riordino gli armadi, la scrivania, la dispensa, e mi accorgo che c’è sempre troppo. Faccio spazio anche nell’agenda, tra i buoni propositi che sotto l’ombrellone si accumulavano come sfoglie di cialda. A settembre, riguardandoli, non sembrano più tutti indispensabili: ne tengo uno o due, quelli che mi rendono più felice. Il resto lo lascio cadere, come una foglia.
E se resta un momento vuoto, non lo riempio. Ne approfitto per respirare con attenzione: sento l’addome che si alza e si abbassa, e mi ricordo che ci sono, che esisto. Un piccolo grazie al polmone.
Ognuna è diversa
Non esiste un equilibrio energetico uguale a un altro. Partiamo da ciò che la natura ci ha dato, poi ci mettiamo lo stile di vita, le esperienze, il luogo, le emozioni. Sono strati che si aggiungono per tutta la vita.
Se ti va di scoprire di cosa ha bisogno il tuo corpo, in questa stagione e per come sei fatta, possiamo fare insieme una valutazione energetica. È un percorso verso più autonomia e più consapevolezza.
E se ti piace l’idea di attraversare tutto l’anno una stagione alla volta, in cucina, a ottobre comincio proprio da qui: “Anno energetico. Di che stanchezza sei?” . L’autunno è la prima tappa.
Domande frequenti (FAQ)
Quando inizia l’autunno per la medicina cinese?
Già a metà agosto. L’antico calendario cinese è lunisolare e anticipa le stagioni: l’autunno parte quando le giornate cominciano ad accorciarsi, non con l’equinozio di settembre.
Qual è l’organo dell’autunno?
Il polmone, insieme al suo viscere, l’intestino crasso. Nella medicina cinese sono “sistemi funzionali”, legati alla stagione dall’elemento Metallo.
Che emozione è collegata all’autunno?
La tristezza, o malinconia. Porta l’energia verso il basso e verso l’interno, lo stesso movimento della stagione: non un’emozione da zittire, ma da lasciar fluire.
Cosa mangiare in autunno secondo la medicina cinese?
Cibi che nutrono e idratano il polmone: pere cotte, zuppe e brodi, mandorle, sapori piccante (daikon, cipolla, rafano) e acido (agrumi, aceto), con un tocco di amaro (cicoria, radicchio). Meglio le cotture umide e con il coperchio.
Sono Roberta Coli — Diplomata in medicina cinese a Scuola Tao di Bologna, con specializzazione in alimentazione energetica. Accompagno le donne a ritrovare l’equilibrio partendo dal cibo.
Nota: la medicina cinese è una disciplina olistica. Le mie consulenze e articoli si basano su tali principi e non costituiscono né sostituiscono diagnosi, trattamenti, terapie o qualunque altro tipo di prestazione medico-sanitaria e/o psicologica convenzionale.

